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Il giorno in cui Google ha ucciso le dynamic search ads

Gianluca Benenato

April 30, 2026

Il giorno in cui Google ha ucciso le Dynamic Search Ads

Cosa cambia davvero con AI Max for Search, perché l'hanno fatto e come prepararsi prima di settembre 2026

Lo scorso 15 aprile Google ha annunciato ufficialmente il pensionamento degli annunci dinamici della rete di ricerca. I toni comunicativi non sono stati negativi ma, come al solito, lo hanno annunciato con toni entusiasti, guardando al futuro, mostrando conversioni in crescita.

In Italia, la notizia sembra essere passata come una delle tante novità AI di Google, ma in realtà è una delle cose più importanti avvenute negli ultimi 5 anni.
Non perché sparisce un formato ma perché sparisce un’idea.

Google infatti introdusse le DSA per risolvere un problema concreto degli advertiser con i cataloghi grandi perché era impossibile mantenere keyword list aggiornate su migliaia di pagine prodotto che cambiavano ogni giorno.
La soluzione era elegante perché permetteva a Google di leggere il tuo sito e generare automaticamente l'abbinamento query-landing page. Per tredici anni, i DSA sono stati l'esempio perfetto di automazione al servizio dell'advertiser.

Cosa è stato annunciato
Brandon Ervin, sul blog di Google Ads & Commerce ha annunciato 3 novità simultaneamente:


La prima parte della transizione è partita nella settimana del 15 aprile, Google ha rilasciato strumenti di upgrade che permettono agli inserzionisti di portare le impostazioni storiche dentro i nuovi ad group standard.

Google dichiara che entro fine settembre 2026 tutte le migrazioni per le campagne idonee saranno completate. Al momento non esiste un opt-out formale.

Qual è la differenza tra DSA e AI Max?

Come detto prima, con gli Annunci Dinamici su Rete di Ricerca, Google analizza ogni singola pagina del sito e quando un utente fa una query pertinente, genera automaticamente un titolo e manda l'utente alla landing page più rilevante.

Le AI Max non sono un nuovo tipo di campagna, ma si sovrappongono e potenziano le Search.
Amplia il matching delle query oltre le keyword, riscrive i testi degli annunci in tempo reale, e può cambiare autonomamente la pagina di destinazione se ritiene che un'altra converta meglio.
In cambio offre una serie di controlli "avanzati" che, a guardarli bene, sono un sottoinsieme di quelli manuali che avevi prima.

Con i DSA, Google automatizzava l'esecuzione dentro una strategia che definivi tu. Con AI Max è l'intelligenza artificiale a definire strategia ed esecuzione e tu ti limiti a metterle dei paletti.

Perché questo cambio di rotta da parte di Google?

Come al solito Google annuncia una novità con entusiasmo, parlando di aumento conversioni, processi automatizzati e maggiore scalabilità.
Viene citato un +14% medio di conversioni sugli advertiser non-Retail durante la beta.
È un numero vero e anche credibile.


Ma guardando la traiettoria degli ultimi 3 anni capiamo che la realtà è un’altra.
Google sta sistematicamente togliendo agli advertiser i controlli manuali per un motivo economico molto semplice, più l'algoritmo decide, più budget entra nel sistema.

Quando sei tu a decidere dove mandare il traffico, ottimizzi per il tuo ritorno sull'investimento. Escludi le query e le parole chiave che non convertono, metti in pausa le campagne in perdita, concentri il budget dove c’è più margine. I
Il tuo obiettivo è quello di spendere il meno possibile per ottenere il massimo risultato.

l’AI Max invece ottimizza per il ROAS Target che tu gli indichi, ad esempio 400%, e il suo compito è mantenere quella soglia allocando più budget possibile. Se può spendere il doppio mantenendo lo stesso ROAS, lo fa. Non perché voglia rubarti dei soldi ma perché è quello che gli hai chiesto.

Il risultato pratico è che lo stesso account, a parità di ROAS target, tende a spendere di più in modalità automatizzata che in modalità manuale.

Per chi è un bene e per chi è un problema

Per una buona percentuale di inserzionisti, le AI Max stanno portando davvero ottimi benefici, in particolare:

Dall’altro lato, invece, ci sono alcuni settori che riscontrano alcune difficoltà:

Il pericolo più grande

Google ha deciso che la direzione del search advertising per i prossimi anni è una in cui la maggior parte delle decisioni vengono prese dal suo sistema, e il ruolo dell'advertiser si sposta verso l'alto definendo obiettivi di business, fornendo segnali di qualità, presidiando la strategia.

Questa transizione è irreversibile. Le agenzie che nei prossimi 12 mesi continueranno a vendersi come "bravi a smanettare in Google Ads" diventeranno progressivamente obsolete. Non perché lo smanettamento non conti più, ma perché il valore si sposta su tre cose: la qualità dei dati di conversione che alimenti al sistema, la qualità degli asset creativi che gli dai da combinare, e la capacità di leggere cosa l'AI sta facendo e dove sta sbagliando prima che sia troppo tardi.

È esattamente il lavoro che facciamo.

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